Era un pomeriggio
come un altro, ricco di novità, per me diverso ma uguale per voi.
Lì seduto,
come gli altri, avrei dovuto ascoltare e non pensare, ma ho ignorato la mia
regola.
Ero solo, annoiato
e turbato. Lei una grande oratrice, convincente e affascinante: tutti pendevano
dalle sue labbra. Loro, affascinati dai suoi risultati e promesse di successo,
non si accorgevano di Lei. Persona e Bellezza.
Nella mia
mente seguitavano pensieri d’amore e poco puri, lei parlava e illustrava schemi
- sali e scendi di frecce e numeri - anch’io salivo e scendevo, ma le frecce e
i numeri erano ben diversi, quasi mi sentivo in torto.
Di colpo,
tornato in me, mi accorgo che stavo perdendo tempo.
In aiuto
arrivavano giochi di luce e ombra, questi illuminavano i suoi capelli d’oro e
nascondevano me e le mie inutili fantasie.
Avevo scordato
per un attimo un dettaglio che, di volta in volta, distruggeva ogni mio sogno,
ogni slancio e volo: a Lei, come a Me, piacciono le donne.
Eravamo
rivali in amore ed io desideravo il mio nemico. Avevo già perso.
[© Maz]

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