lunedì 12 dicembre 2011

Incanto

Canta nella mia testa,

Canta stonata la realtà,

Canta di antico ritrovato,

Canta del tuo fascino,

Canta in questo tempo,

Canta,Cantami di te,

Canta solo per me.



                                                                                       [© Maz]



giovedì 8 dicembre 2011

[Recensione] "Layers of Stratosphere" by Raven Sad


E’ il 7 Dicembre 2011 quando a casa mia arriva un disco da poco uscito, è "Layers of Stratosphere" dei Raven Sad, penso "FINALMENTE!"
Prima di scartarlo mi gusto la copertina, quella scritta "STEREO" in basso a destra che fa tanto Vinile Anni 60/70 è un dettaglio gradito che dimostra l’attenzione ai particolari di chi fa musica col cuore e la considera arte, inutile dirlo, anche io amo i dettagli e l’occhio cade sulle linee che costeggiano la luna in copertina e si intrecciano fra loro formando le iniziali RS ovvero Raven Sad, bella idea.
Mi decido ad aprirlo ed ecco il cd con una grafica che ricorda in tutto e per tutto un 33 giri con una  favolosa etichetta e si ricollega al concetto della copertina, qui qualcuno ama il vinile come me, questo disco trasmette emozioni solo a guardarlo. Già mi piace e se suona come si presenta ha tutte le carte in regola per diventare un “must have”. E’ ora di Ascoltarlo!
Parte la prima traccia “Door almost closed”, è da subito trascinante col suo ritmo incessante, l’ascoltatore è proiettato immediatamente nello spazio e lo prepara all’ascolto dell’intero disco, questo brano è un mix di energia e dolcezza, ma che dico? l’intero disco è un mix di energia e dolcezza! E’ pura emozione, è fatto col cuore ed è palpabile, oserei dire autobiografico e la dedica di Santanna alla fine del booklet lo conferma.
Non voglio parlare singolarmente di ogni traccia, questo è un disco che va ascoltato per intero e considerato nella sua interezza come un buon concept merita, si parla di concepimento o meglio di nascita, la dedica al figlio Diego e il titolo della ninna nanna di chiusura “Lullaby for a son” parlano chiaro e non vi è bisogno di aggiungere altro, lasciamo spazio alla musica, prendete le mie parole.
54 sono i minuti e 15 i secondi che si trascorrono con questo album, ma volano via, passano troppo in fretta tra pregio della buona musica che si ascolta con piacere e difetto per chi ha fame di questa, non basta mai ed io sono affamato perciò ascolto il disco 4 volte senza sosta, la qualità è sempre di alto livello e rimane tale anche nel passaggio tra una traccia e l’altra che è sempre piacevole e mai traumatica, le aspettative non vengono deluse, è uno di quei dischi che promette bene dalla copertina e una volta “nudo” è ancora più bello di come si presenta, non avevo dubbi, ci troviamo davanti ad un ottimo lavoro che trasuda intimità, umanità, gioia e tristezza.
L’influenza “Floydiana” si avverte da subito, ma attenzione questi sono i Raven Sad e non i Pink Floyd, si parla di influenze non imitazione, Santanna ha assimilato gli Inglesi e ne ha fatto buon uso miscelando le sue emozioni, il suo tocco e le sue influenze con queste sonorità che fanno volare l’ascoltatore come pochi artisti negli anni sono riusciti a fare e la traccia numero quattro “Mind Flies” inizia proprio con un canto di uccelli e un sintetizzatore che mettono le ali alla mente di chi ascolta, scelta azzeccata!
Questo è il terzo album della band Toscana, dischi diversi l’uno dall’altro ma uniti da un unico comune denominatore “VOLARE”! Si passa dalla Psichedelia al Progressive tra Space Rock e Ambient nel significato più stretto del Latino “Ambire” ovvero “Circondare”, e la musica dei RS circonda e inonda l’ Ambiens con decisione.
La voglia di riascoltare l’intera discografia è troppo forte e presto verrà assecondata, quindi cari lettori “levo le tende” e mi godo in relax della buona musica firmata Raven Sad, ho bisogno di Volare. 
Non mi resta altro da dire e non sono un musicista quindi preferisco non propinarvi recensioni tecniche, io la musica la vivo con l’anima come l’amico Samuele Santanna, quel che avete letto sono le mie emozioni ed impressioni più pure.

Se volete contattare i Raven Sad e acquistare i loro dischi potete visitare il sito: www.ravensad.it

Disponibile su Amazon:



[© Maurizio "Maz" Raso]



martedì 6 dicembre 2011

Il Logo del Blog

Oggi non vi propino un mio scritto ma vi presento il nuovo Logo del Blog che al momento utilizzo come immagine profilo su Facebook, può esser utilizzato anche come banner pubblicitario ;) ...insomma cosa ne pensate? 

Parole e Saluti da MaZ :-)




























[© Maz]

domenica 4 dicembre 2011

Abominio Planetario


Uomini senza volto, uomini che combattono per il valore del mondo

Eroi senza nome e cognome, persi nella memoria di un plotone

Soldati di una bandiera, artefici di una sanguinosa carriera

Figli di una vecchia patria, casa dimenticata con la Naja

Gradini di scaloni, persone usate come copertoni

Zaino in spalla, merda alla caviglia e c’è chi non si ripiglia

Tra chi si trascina, stracci per terra e puzza di latrina

C’è una guerra da mostrare, TG e giornali sempre a sparlare

Divise ben stirate e facce lucidate, da un fronte portavoci a prendere sprangate

Anime dimenticate dall’indegna crudeltà sovrana

Violenza terrena che sgretola carne umana.


[© Maz]






Dal Passato al Futuro si Diradano le Ombre

L'immagine si proietta lontano offuscata e sgretolata dal susseguirsi di crepe, l'acido le riempie sciogliendo in essa ogni cosa, scivola via dagli occhi e dalla mano, è solo uno sputo avvelenato alla realtà non vissuta per galleggiare nei limiti di queste insoddisfatte e malinconiche pozzanghere dal gusto amaro...


[© Maz]



sabato 3 dicembre 2011

Autumn’s Tale

Non vi erano maniglie in quel portone, un campanello distrutto dal silenzio, quell'anima non ha aperto, è blindata, non son serviti cancelli aperti... chiudere, chiudere, chiudere, ora che è freddo tutto si congela e si sgretola come un paese in cenere.


[© Maz]



venerdì 2 dicembre 2011

Un Vestito Rosso Sangue





Ho cambiato tante cose, ma mai il vestito, solo il colore,


Mi son vestito di bianco col cuore nero,


Mi son vestito di nero col cuore bianco,


Ma ora è tutto tinto di Rosso,


Rosso ... come quello versato, 


Come lacrime che gli occhi non piangono,


Dal Cuore scendono ... Color Rosso Sangue.




[© Maz]




giovedì 1 dicembre 2011

Lettera Dal Futuro: Un Presente Già Passato


“Ciao, scusa se ti faccio visita ma avevo bisogno d'incontrare una persona per svegliarmi...”

Io, io non ho capito, chi si è svegliato dei due? Tu o Io? Mi appari ancora dentro il tuo incubo, e non capisco, non comprendo veramente, in tutto questo che ruolo ho? Stavi bene mentre sognavi, c’ero anch’io e quanto era colorato, era tutto colorato, un sogno così non l’avevo mai visto, era pieno di luce, poi hai spento quella dannata luce, perché l’hai spenta? Cosa ti ha spaventata? Non è più un sogno, ora ti sta inghiottendo.
Ci sono entrato, sì ci son entrato nel tuo sogno, te ne accorgi solo ora? Ma nel tuo incubo no! Quello no, non ci son entrato e non ci entrerò, devi giocare da sola con i tuoi mostri, tranquilla, tanto ti sveglierai, io forse dormirò, forse sognerò, forse sarò nel mio incubo. Tu non mi svegliare.

“Ora sei comoda sulla tua sedia? Preferisci la mia poltrona?”

Non guardare il letto, lo sai che non possiamo, sogno ed incubo non si fondono, come lo definiresti? Cosa sarebbe il parto di un sogno e di un incubo? Non ho voglia d’inventar parole nuove per qualcosa che non esiste, l’ho fatto troppe volte e tante altre son tornate nel nulla.

“Lo so che non volevi ferirmi, non devi scusarti.”

Adesso devo proprio andare, tu gioca ancora, gioca quanto puoi e voi prendetevi cura di lei, a me non è più permesso. Torno a farti visita domani, te lo prometto!
Ti racconterò nuovamente la nostra storia, lo farò anche dopodomani, lo farò fin quando riuscirai ad ascoltarmi o fin quando avrò voce per raccontartela, non ti lascerò senza memoria, questo mai.
Dopo la scriverò e qualcuno la leggerà, in questi corridoi sicuramente qualcuna ha bisogno di un passato che più non ha, e se nessuno gliene darà uno allora s’illuderà di aver vissuto il tuo, è crudele non aver più una vita oltre a questo, voi chiamatelo frenocomio, io non lo chiamo, lo vivo.

“Ciao Amore Mio, ho letto quel che hai scritto...”


[© Maz]



mercoledì 30 novembre 2011

La Trasparenza


Trasparente … sei Padre ignoto di tutti i colori, figlio illegittimo del nulla.

Conquisti occhi e consensi, sei inganno per le menti
Concesso a vuoti e sinceri … dal pieno da capire al semplice apparire.

Diatriba eterna dei Profeti e lingua dei Poeti
Non è chiaro questo gioco che da sempre ti fa torto
Forse sei solo un falso per confondere chi è affranto.

Chi ci crede al doppio ruolo di un attore dell’idioma!?
Un teatro senza eguali per attori tutti uguali
Smascherato in ogni caso non compirai più reato.


[© MaZ]


Il Regista Della Buonanotte

E’ vivo in questa morte, è etilico caldo in questa fredda notte
Non è notte da cullarsi, ruba il sonno a chi non sa placarsi.

Tiro somme senza numeri e dipingo quadri mal riusciti
Colori in strada e storia … solo nero nel finale

Non giungerà epilogo policromo, non sarà lieto e gratificante.

Non vi è rancore e chiodo ma assunzione di una remissione
E’ un dato di fatto a tutti gli effetti senza affetti e difetti.

Gioco di una pellicola dalla vita breve, la realtà lo richiede
Specchio rotto mi ricorda ore instabili al suo interno.

Una lurida volata in quel vivo mai vissuto
Imbranata la caduta in un sogno mai sognato.

Stanca mente, braccia e gambe suggeriscono “A riposo!”
Tende scure e buio agli occhi a spengere il pensiero
Metto punto alla giornata, faccio voto al mio ristoro.

Domani cambia volto, io tengo stesso viso e riso
Cambia espressione al suo interno, tutto questo non è
eterno.

E’ un salutare particolare per chi forse sa ascoltare


[© Maz]