“Ciao,
scusa se ti faccio visita ma avevo bisogno d'incontrare una persona per
svegliarmi...”
Io,
io non ho capito, chi si è svegliato dei due? Tu o Io? Mi appari ancora dentro
il tuo incubo, e non capisco, non comprendo veramente, in tutto questo che
ruolo ho? Stavi bene mentre sognavi, c’ero anch’io e quanto era colorato, era
tutto colorato, un sogno così non l’avevo mai visto, era pieno di luce, poi hai
spento quella dannata luce, perché l’hai spenta? Cosa ti ha spaventata? Non è
più un sogno, ora ti sta inghiottendo.
Ci
sono entrato, sì ci son entrato nel tuo sogno, te ne accorgi solo ora? Ma nel
tuo incubo no! Quello no, non ci son entrato e non ci entrerò, devi giocare da
sola con i tuoi mostri, tranquilla, tanto ti sveglierai, io forse dormirò,
forse sognerò, forse sarò nel mio incubo. Tu non mi svegliare.
“Ora
sei comoda sulla tua sedia? Preferisci la mia poltrona?”
Non
guardare il letto, lo sai che non possiamo, sogno ed incubo non si fondono,
come lo definiresti? Cosa sarebbe il parto di un sogno e di un incubo? Non ho
voglia d’inventar parole nuove per qualcosa che non esiste, l’ho fatto troppe
volte e tante altre son tornate nel nulla.
“Lo
so che non volevi ferirmi, non devi scusarti.”
Adesso
devo proprio andare, tu gioca ancora, gioca quanto puoi e voi prendetevi cura
di lei, a me non è più permesso. Torno a farti visita domani, te lo prometto!
Ti
racconterò nuovamente la nostra storia, lo farò anche dopodomani, lo farò fin
quando riuscirai ad ascoltarmi o fin quando avrò voce per raccontartela, non ti
lascerò senza memoria, questo mai.
Dopo
la scriverò e qualcuno la leggerà, in questi corridoi sicuramente qualcuna ha
bisogno di un passato che più non ha, e se nessuno gliene darà uno allora
s’illuderà di aver vissuto il tuo, è crudele non aver più una vita oltre a
questo, voi chiamatelo frenocomio, io non lo chiamo, lo vivo.
“Ciao
Amore Mio, ho letto quel che hai scritto...”
[© Maz]
[© Maz]

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