giovedì 1 dicembre 2011

Lettera Dal Futuro: Un Presente Già Passato


“Ciao, scusa se ti faccio visita ma avevo bisogno d'incontrare una persona per svegliarmi...”

Io, io non ho capito, chi si è svegliato dei due? Tu o Io? Mi appari ancora dentro il tuo incubo, e non capisco, non comprendo veramente, in tutto questo che ruolo ho? Stavi bene mentre sognavi, c’ero anch’io e quanto era colorato, era tutto colorato, un sogno così non l’avevo mai visto, era pieno di luce, poi hai spento quella dannata luce, perché l’hai spenta? Cosa ti ha spaventata? Non è più un sogno, ora ti sta inghiottendo.
Ci sono entrato, sì ci son entrato nel tuo sogno, te ne accorgi solo ora? Ma nel tuo incubo no! Quello no, non ci son entrato e non ci entrerò, devi giocare da sola con i tuoi mostri, tranquilla, tanto ti sveglierai, io forse dormirò, forse sognerò, forse sarò nel mio incubo. Tu non mi svegliare.

“Ora sei comoda sulla tua sedia? Preferisci la mia poltrona?”

Non guardare il letto, lo sai che non possiamo, sogno ed incubo non si fondono, come lo definiresti? Cosa sarebbe il parto di un sogno e di un incubo? Non ho voglia d’inventar parole nuove per qualcosa che non esiste, l’ho fatto troppe volte e tante altre son tornate nel nulla.

“Lo so che non volevi ferirmi, non devi scusarti.”

Adesso devo proprio andare, tu gioca ancora, gioca quanto puoi e voi prendetevi cura di lei, a me non è più permesso. Torno a farti visita domani, te lo prometto!
Ti racconterò nuovamente la nostra storia, lo farò anche dopodomani, lo farò fin quando riuscirai ad ascoltarmi o fin quando avrò voce per raccontartela, non ti lascerò senza memoria, questo mai.
Dopo la scriverò e qualcuno la leggerà, in questi corridoi sicuramente qualcuna ha bisogno di un passato che più non ha, e se nessuno gliene darà uno allora s’illuderà di aver vissuto il tuo, è crudele non aver più una vita oltre a questo, voi chiamatelo frenocomio, io non lo chiamo, lo vivo.

“Ciao Amore Mio, ho letto quel che hai scritto...”


[© Maz]



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